“È possibile scoprire ancora qualcosa su Leonardo da Vinci? Sono passati più di cinquecento anni dalla sua morte, e sono davvero tanti gli studiosi che si sono avvicendati nell’analizzare le sue opere, i suoi dipinti e soprattutto i suoi famosi codici. Se il Cenacolo o il ritratto di Cecilia Gallerani (la Dama con l’ermellino) mostrano le incredibili capacità artistiche di Leonardo, è nei taccuini che risiede la sua genialità. È proprio nei disegni e negli appunti che si entra nella mente dell’uomo, che si leggono i meccanismi che lo portano a realizzare le sue opere universali. Costituiscono una vera “mappa di quel tesoro” della sua mente. Di Leonardo ci sono giunte quasi seimila pagine e fogli in gran parte riuniti in più di venti codici. È su questi manoscritti, schizzi e disegni che si sono concentrati gli studiosi. Da qui la domanda iniziale: dopo tutti questi anni di studi è ancora possibile scoprire qualcosa di nuovo? È quello che, pochi anni fa, avevo chiesto proprio a Margherita Melani e al professor Carlo Pedretti, massima autorità mondiale su Leonardo e recentemente scomparso, quando iniziavo il mio percorso per la stesura di un mio libro su Leonardo e la Gioconda. La sorpresa fu la risposta: si può scoprire ancora moltissimo consultando documenti d’archivio dell’epoca, che ci permettono di fare un “gioco di sponda” illuminando aspetti inediti di Leonardo e soprattutto esaminando i suoi manoscritti, purché lo si faccia nel loro insieme, cosa che solo pochi riescono a fare considerando la vastità degli argomenti affrontati dal grande maestro (dall’ingegneria idraulica, all’anatomia, alla ritrattistica). In effetti, Margherita Melani, studiosa di Leonardo e per tanti anni preziosissima e fidata collaboratrice di Carlo Pedretti, ci offre un’opportunità unica, perché prosegue il tracciato di intuizioni luminose di Pedretti, con rigore ed estrema profondità di conoscenze. Margherita Melani è una guida d’inestimabile valore per conoscenza e imparzialità di vedute in un settore dove purtroppo chi si affaccia, quasi spesso senza l’esperienza dello studioso ma solo con delle proprie conoscenze tecniche, spesso cade nell’illusione di scoprire sfolgoranti aspetti segreti di Leonardo che nessuno aveva mai notato prima. Sono tantissimi questi casi, basta sfogliare i giornali di questi ultimi decenni. Per studiare Leonardo ci vuole metodo, non improvvisazione. Esattamente come un pastore riesce a radunare il gregge e a guidarlo all’ovile in un paesaggio tormentato, Margherita Melani riesce a raggruppare non tanto i fogli e i codici di Leonardo, ma addirittura i suoi pensieri e a portarli al nostro cospetto. È una cosa straordinaria, che ricorda il lavoro di chi traduce una lingua antica ridando vita non alle parole, ma a concetti e sentimenti perduti da secoli. E riemerge finalmente il vero genio di quel ragazzo partito da ultimo, figlio illegittimo in un piccolo borgo di campagna a metà del Quattrocento e destinato a diventare il simbolo non solo del Rinascimento ma dell’intelligenza dell’homo sapiens.

Alberto Angela